Fotovoltaico, la scelta virtuosa degli enti locali

lunedì 3 Maggio 2021

«LA TRANSIZIONE ENERGETICA? UNA GRANDE CHANCE»

MARIO CONTE, PRESIDENTE DI ANCI VENETO E SINDACO DI TREVISO, SPIEGA QUALI SONO I PILASTRI SU CUI DEBBANO RUOTARE LE POLITICHE ENERGETICHE DELLA. A PARTIRE DALLO SVILUPPO DELLE COMPETENZE: «IN MENO DI DUE ANNI ABBIAMO FORMATO 10MILA AMMINISTRATORI». ALTRETTANTO IMPORTANTE è CREARE SINERGIE PER INTERCETTARE RISORSE ECONOMICHE: «CON LA STRUTTURA TEN SONO STATI REPERITI 7 MILIONI DI EURO PER IL TRASPORTO PUBBLICO»

Di Antonio Allocati

Gestire un’amministrazione locale come quella di Treviso e presiedere il dipartimento regionale del Veneto di Anci è un doppio ruolo che Mario Conte interpreta con una forte focalizzazione sui temi che gravitano attorno alla transizione energetica, uno degli strumenti considerati fondamentali per garantire al proprio territorio una serie di opportunità di crescita e sviluppo. Quale ruolo devono avere le amministrazioni locali nell’ambito della transizione energetica? «Il ruolo dei comuni è assolutamente centrale. La transizione energetica, del resto, ha la priorità su tutte le agende politiche dei territori. Il Comune, che può essere inizialmente interpretato come l’anello più basso di tutta la filiera istituzionale, ha nella realtà una funzione insostituibile. I Comuni sono infatti gli organi che hanno maggiore collegamento con il territorio e ne conoscono al meglio esigenze e caratteristiche. E, soprattutto, esercitano delle politiche attive e dirette, dalla gestione dei costi a quella dei servizi». Considera le politiche legate all’efficienza energetica una leva di sviluppo occupazionale ed economico? «Tutto ciò che si lega alla transizione energetica è una leva straordinaria, sia dal punto di vista occupazionale, sia per lo sviluppo ambientale. La verità è che la pandemia ha accelerato notevolmente la sensibilità di tutti sui temi ecologici, anche e soprattutto fra i cittadini. Se oggi chiediamo a degli studenti di farci delle domande improntate al futuro, il 90% delle questioni sul tavolo riguarderebbe la qualità dell’ambiente nel quale viviamo. Oggi l’ecologia è un tema dominante e i Comuni devono farsi trovare pronti a cavalcare quest’onda, con la consapevolezza che gli investimenti nell’efficienza energetica non sono dei costi in realtà, ma strumenti concreti per costruire sviluppo e per portare qualcosa di non immediatamente quantificabile, ma essenziale, che si chiama qualità della vita». Gli amministratori locali hanno quindi anche una forte responsabilità… «Noi amministratori comunali ora ci troviamo davanti a un bivio: possiamo limitarci a “subire” la transizione energetica, senza saperne cogliere le reali opportunità, oppure possiamo gestirla con un approccio mirato a creare un plus valore che, nel tempo, porterà solidi benefici al nostro territorio. In mancanza di una preparazione, di una strategia adeguata, c’è però il forte rischio che tutto ciò si trasformi in uno sfruttamento estemporaneo delle risorse. Senza che si costruisca nulla. Tocca ai Comuni, lo ripeto, capitalizzare le opportunità per garantire crescita e benessere alla propria comunità». Lei è presidente di Anci Veneto da circa due anni. Quale rilevanza hanno le politiche sull’efficienza energetica nell’ambito di Anci? «Hanno una rilevanza prioritaria. Come Anci Veneto stiamo realizzando, con diversi partner, corsi di formazione e informazione, incentrati su tutte le opportunità dell’efficientamento energetico. Ma dico di più. Anci Veneto sta lavorando in sinergia con la Regione per consolidarsi come piattaforma che permetta di accompagnare sempre più gli enti territoriali nella transizione energetica con nuove iniziative, sempre a indirizzo formativo. Credo, e lo dico con un pizzico di orgoglio, che Anci Veneto sia la prima Anci regionale a puntare con grande determinazione alla creazione di questa iniziativa che ci permetterà di sviluppare al meglio le progettualità a supporto dei comuni. Da quando ho assunto la presidenza di Anci Veneto [nel novembre 2019, ndr] ho fortemente voluto che l’associazione mirasse a stare al fianco dei Comuni, diffondere informazione e fare formazione». Quali sono i risultati raggiunti? «Nell’ultimo anno, così segnato dalla pandemia, con i seminari organizzati da Anci abbiamo formato quasi 10mila amministratori e intendo consiglieri, assessori, ma anche dipendenti tecnici dei comuni su tematiche di stretta attualità, a partire dalla gestione delle risorse del Recovery Fund, e con forte focalizzazione sull’efficienza energetica. Temi sui quali occorre necessariamente aumentare le nostre competenze. Transizione energetica significa, innanzitutto, opportunità. Talvolta però sono opportunità che sfuggono e, in alcuni casi, non riescono a produrre i benefici attesi. Dobbiamo evitare tutto questo, partendo dalla crescita delle nostre competenze». Una strategia volta alla massima concretezza e ai risultati… «Certamente. Faccio un altro esempio. Abbiamo chiesto alla Regione Veneto di partecipare a un bando ministeriale sulla transizione digitale, che è un asset fondamentale per veicolare la stessa transizione energetica. Attraverso Anci siamo riusciti a finanziare e supportare la transizione digitale a 537 Comuni su 563. Un ottimo risultato che prepara lo scenario ideale per introdurre le nuove politiche energetiche». Del resto, l’esempio virtuoso delle amministrazioni locali può essere di fondamentale importanza per diffondere il concetto di efficienza energetica anche presso la cittadinanza… «Qui entriamo nel tema della sensibilizzazione del cambio delle abitudini. Credo che uno dei compiti principali di un amministratore sia quello di indicare la direzione alla propria cittadinanza; siamo chiamati “primi cittadini” proprio perché ci troviamo al vertice di una comunità. Sono fortemente convinto che le azioni delle amministrazioni abbiano una diretta ricaduta sui comportamenti della popolazione. In questo caso, una condotta virtuosa può entrare nelle abitudini del pubblico in modo più semplice e diretto. Ma alcune fasce della popolazione, e penso ai più giovani, non hanno neanche bisogno di essere stimolati più di tanto. Anzi, sono quelli possono impartire delle lezioni di comportamento a noi adulti». Quali sono gli ostacoli che le amministrazioni locali devono affrontare per attuare una politica orientata alla sostenibilità? «Innanzitutto cito la burocrazia che costituisce, a più livelli, un freno notevole. Sulle tematiche legate all’ambiente si stanno facendo dei passi importanti proprio per semplificare, ove possibile, ogni tipo di procedura. La transizione energetica è un tema troppo importante per venire banalizzato e penalizzato dall’eccesso di burocrazia. Altra grande questione è la mancanza di risorse, soprattutto dal punto di vista economico. Preciso però che spetta alla stessa amministrazione adottare una visione e una strategia che siano in grado di produrre risultati, in qualsiasi condizione. Voglio portare a supporto di questa tesi ancora l’esempio della mia amministrazione». Ci dica… «Abbiamo costituito da circa due anni una struttura denominata TEN – Treviso Europa Network. Di fatto, abbiamo collegato in una rete che ha come capofila il nostro Comune tutti i partner dei servizi del territorio, con l’obiettivo di poter meglio intercettare i finanziamenti europei in corso. A livello regionale la rete intende fare da portavoce unico delle istanze del mondo economico, civile e sociale del territorio, avviando un confronto sinergico con la Regione Veneto sulla programmazione regionale dei fondi europei. Treviso Europa Network lavora quindi in sinergia per creare partenariati strategici nazionali e internazionali e organizza missioni esplorative a Bruxelles ed eventi per promuovere i temi europei e avvicinare i soggetti pubblici e privati alle opportunità di finanziamento UE. Devo dire che i risultati ottenuti sin qui sono stati straordinari, pensando a quante progettualità hanno poi ottenuto i finanziamenti. Per citare un esempio abbiamo appena beneficiato di un fondo da 7 milioni di euro per sostituire i mezzi di trasporto pubblico comunale a diesel con mezzi di elettrici». Il Comune di Treviso è la prima amministrazione a livello nazionale ad aver anche istituito l’assessorato alla Next Generation EU. Ce ne può parlare? «In questo momento i sindaci italiani non sono coinvolti, a nessun livello, nelle scelte che riguardano la gestione delle risorse del Recovery Plan. Però è anche vero che noi amministratori locali abbiamo la responsabilità di farci trovare pronti nel momento in cui il piano progettuale dello Stato verrà presentato e poi approvato a livello europeo. La domanda che mi pongo è “I comuni italiani sono pronti dal punto di vista dell’organico e della formazione e delle competenze ad approcciare questi fondi per poi trasformarle in opere a beneficio del nostro territorio?” La risposta dal mio punto di vista è no. Dobbiamo dunque iniziare a strutturarci e a studiare quali tipologie di progetti potrebbero essere interessate ai nuovi investimenti per il bene della nostra città. Quindi ho incaricato un nostro assessore, Alessandro Manera, chiedendogli di individuare e selezionare dei progetti – su temi come digitalizzazione, innovazione, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile – che possano beneficiare delle risorse in arrivo. Sarà costituito un Piano di ripresa, mappando i progetti in essere, schedando stato di avanzamento, finanziamenti mancanti e opere e quelli che si intendono avviare. Ripeto: è essenziale farci trovare pronti. Oggi non è importante dire quanti soldi vogliamo perché, semplicemente, non dipende da noi. Oggi è fondamentale la conoscenza approfondita che ci permette di assumere le decisioni più corrette e sfruttare nel miglior modo possibile le opportunità che si porranno davanti». Tutti presupposti per una gestione proficua della transizione energetica… «Cerchiamo di non mancare questa grandissima opportunità. Va detto che Treviso, purtroppo, parte da una posizione che è fortemente negativa. La nostra città, infatti, risulta sempre tra le più inquinate d’Italia. L’amministrazione non ha colpe per questo, ma noi non vogliamo arrenderci e rassegnarci. Vogliamo far di tutto per cambiare la situazione, e non ci risparmiamo su nulla… ». Come immagina la città del futuro, per concludere? «Diciamo che parlando di città del futuro, troppe volte il termine smart city è rimasto solo un marchio sulle carte intestate dei Comuni. Credo che da questo punto di vista in Italia si sia perso tanto tempo rispetto ad alcune realtà europee che stanno sviluppando, invece, esempi molto interessanti. Oggi siamo chiamati a una presa di responsabilità: i giovani guardano alle città straniere più evolute come a dei veri punti di riferimento. Ma sono fiducioso che una città di 86mila abitanti come Treviso possa giocarsi le proprie carte per diventare, anch’essa, un modello di cambiamento».

 

 

LE CASE DELL’ENERGIADI SERRENTI

IL PROGETTO INNOVATIVO DI SMART GRID PER LA DISTRIBUZIONE INTELLIGENTE DI ENERGIA DEL COMUNE SARDO, NEGLI ANNI, SI È ESTESO FINO AD ARRIVARE AL NUOVO STEP: “IN COMUNE Il GREEN”

Fa capo al comune sardo di Serrenti uno degli esempi di come fotovoltaico ed efficienza energetica siano diventati protagonisti di una case history virtuosa che ha anche ottenuto importanti premi e riconoscimenti. Il progetto – finanziato dalla Regione Sardegna – è denominato La Casa dell’energia, è promosso dall’amministrazione locale e si basa sull’allestimento di una smart grid comunale che permette la distribuzione intelligente di energia verso edifici. La prima Casa dell’energia ha coinvolto una scuola e il teatro comunale della cittadina e basa il proprio funzionamento su componenti come lo Snocu di Regalgrid – per gestire il flusso di energia in base alle esigenze – e gli inverter ibridi di Solax, con l’impianto storage dalla capacità di 43 kWh che consente un’ottima autonomia dalla rete nelle ore serali e notturne. Questo progetto ha compiuto nel tempo ulteriori passi in avanti. Innanzitutto con “E.C.0energy” (Edifici comunali a zero energia) con la realizzazione della seconda Casa dell’energia, che, grazie al nuovo finanziamento di 112mila euro, POR-FESR Sardegna 2014-2020, ha puntato all’implementazione di un polo dove gli edifici comunali, grazie alla fonte fotovoltaica, lavorano nel creare una maglia distribuita di energia verde, autoconsumandola e riducendo al minimo il prelevamento dalla rete nazionale. L’energia fotovoltaica gioca un ruolo strategico nella stabilizzazione della rete e in una conversione energetica sui plessi energivori. Il progetto si sviluppa nel contesto scolastico e sportivo di via Eleonora dove il finanziamento regionale si intreccia in maniera positiva con i lavori di ristrutturazione ed efficientamento messi in campo da fondi comunali. La nuova micro rete interessa l’impianto fv da 19,3 kWp con produzione annua di 27mila kWh, afferenti a un unico POD dove sono collegati dal 2012 gli edifici della scuola materna, asilo nido, palestra polivalente e scuola elementare. Si arriva oggi, quindi, al nuovo importante step, “In Comune il Green”. Con il contributo di 50mila euro destinato ai Comuni sotto i 5mila abitanti e l’aggiunta di economie comunali per un totale di 78mila euro, si perfeziona la micro-rete che, dal gruppo di misura del Municipio dove è presente un impianto fotovoltaico da 17.1 kWp e produzione annua di 20mila kWh, va a connettere fisicamente l’edificio dell’ex caserma e la casa Corda (sede adiacente del Comune) con gli uffici dei vigili, ufficio tecnico manutentivo e servizi sociali, (e la nuova piazza Gramsci) la micro rete ha maturato negli anni notevoli risparmi in bolletta: con i progetti Illuminamente e S.E.I (che sono state le basi per la costituzione della Casa dell’energia), con risparmi di oltre 40mila kWh: si è infatti alleggerita la spesa in bolletta di 10mila euro l’anno, anche grazie alla riduzione dei gruppi 6 + 20 kW. ll progetto, che vede il coinvolgimento ancora dei partner tecnici Solax e Regalgrid, prevede la nascita della 3° Casa dell’energia, con 2 inverter ibridi, un sistema di accumulo da 43,2 kW nominali, e un software per la gestione dei flussi energetici e un ulteriore meter dedicato alla ricarica elettrica. L’obiettivo è passare da un autoconsumo di 55% a ben oltre il 90%, come del resto è stato già ottenuto con la rete teatro-scuola media. Infine, va ricordato che un altro partner fondamentale per questo progetto è stata l’azienda sarda Ucnet, che ha installato e messo in servizio le tre Case dell’energia.

 

 

REGALGRID EUROPE

LA MISSIONE AZIENDALE È CREARE UNA PIATTAFORMA DI ENERGIA DIGITALE CHE SIA IL NUOVO STANDARD PER LA COMUNICAZIONE INTELLIGENTE TRA DIVERSI DISPOSITIVI E IMPIANTI ENERGETICI

Regalgrid Europe è un technology provider con sede a Treviso, nato con lo scopo di sviluppare un sistema sostenibile, avanzato e innovativo di gestione dell’energia rinnovabile attraverso la combinazione e coordinamento di hardware per lo scambio e l’ottimizzazione dei flussi energetici. La sua missione è creare una piattaforma di energia digitale che sia il nuovo standard per la comunicazione intelligente tra diversi dispositivi e impianti energetici. Il fine è di portare nuovi vantaggi per i consumatori e i produttori di energia. La maturità della piattaforma è il risultato di molti anni di lavoro: l’architettura brevettata della piattaforma Regalgrid® è stata validata attraverso svariati test, prima in laboratorio e poi in installazioni reali, realizzati sin dal 2012. Nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni, Regalgrid Europe si è contraddistinta come player tecnologico e advisor tecnico per espandere l’utilizzo della condivisione dell’energia in un contesto in cui realtà della Pubblica Amministrazione si aggregano insieme a cittadini e aziende per la costituzione di Comunità Energetiche locali. La fornitura di servizi volti alla promozione territoriale, raccolta di adesioni, monitoraggio dell’interesse per le iniziative proposte e supporto nelle varie fasi di costituzione delle comunità energetiche locali sono parte dei servizi che Regalgrid Europe mette a disposizione delle PA che hanno interesse a prendere parte a una reale rivoluzione verde. Il ruolo dell’azienda trevigiana si concretizza nel rivolgere uno spazio all’educazione al risparmio energetico e al concetto di comunità energetica con webinar dedicati, alla profilazione energetica dei vari enti con cui collabora, alla fornitura di servizi e strumenti tecnologici per favorire una gestione smart delle risorse energetiche disponibili. Infatti, grazie al dispositivo di comunicazione SNOCU, algoritmi intelligenti e piattaforma Regalgrid®, Regalgrid Europe non solo permette a un edificio di essere connesso a una comunità energetica in cui l’energia pulita viene prodotta, accumulata e condivisa in una rete di utenti, garantendo una maggiore autonomia e risparmio in bolletta, ma consente il monitoraggio in tempo reale dei dati di consumo, produzione fotovoltaica e accumulo, controllo attivo in tempo reale (o real time active control) per ottimizzazione
del rendimento di impianti di produzione e sistemi di accumulo, pompe di calore e colonnine di ricarica EV, e infine condivisione dell’energia in esubero con altri consumatori o prosumer all’interno di una energy community. Tra i vari progetti a cui ha partecipato Regalgrid Europe nell’ambito delle PA vi sono soggetti pubblici delle Isole Maggiori Sicilia e Sardegna, come il caso-studio avviato nel comune sardo di Serrenti, e la più recente convenzione con l’associazioneAnci Veneto per incentivare la conoscenza e facilitare la comprensione delle comunità energetiche presso le Pubbliche Amministrazioni.